Cascata alta circa 17 m seguita da alcune rapide, alla base si osservano marmitte dei giganti. Nel tratto di torrente interessato da queste morfologie affiora la Formazione Marnoso Arenace, Membro di Galeata, nella quale si osserva in più punti lo strato Contessa.
Torrente Alfero - Archivio Fotografico della Romagna di Pietro Zangheri - patrimonio pubblico della Prov. di Forlì-Cesena, in gestione al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
Torrente Alfero - Archivio Fotografico della Romagna di Pietro Zangheri - patrimonio pubblico della Prov. di Forlì-Cesena, in gestione al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
Torrente Alfero - Archivio Fotografico della Romagna di Pietro Zangheri - patrimonio pubblico della Prov. di Forlì-Cesena, in gestione al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
Torrente Alfero - Archivio Fotografico della Romagna di Pietro Zangheri - patrimonio pubblico della Prov. di Forlì-Cesena, in gestione al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
Geografia
Superficie totale: 4.63 ettari.
Quota altimetrica minima 444.8m. s.l.m., quota altimetrica massima 559.8m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Lungo un tratto del torrente Alfero, a monte dell'omonimo Castello, si osservano particolari morfologie erosive, tra cui una cascata alta circa 17 m seguita da alcune rapide, alla base delle quali si osservano esemplari marmitte dei giganti.
Nel tratto di torrente interessato da queste morfologie affiora la Formazione Marnoso Arenacea, Membro di Galeata, nella quale si trova lo strato Contessa. La giacitura della stratificazione varia molto nei diversi affioramenti e per questo lo Strato Contessa si osserva in più punti con notevoli esposizioni.
La Cascata dell?Alfero è anche nota come ?Cascata di Alfero? o ?Cascata delle trote?, per via della numerosa presenza ittica; essa è considerata una delle cascate più belle dell?Appennino settentrionale, non solo per le sue dimensioni ma anche per le caratteristiche geomorfologiche del territorio e del torrente Alfero. La cascata è situata lungo l?ultimo tratto del torrente Alfero; qui si osserva come il torrente scorre sopra un grosso banco di calcare arenaceo molto spesso per poi sprofondare nel salto della cascata. Alla base invece si ha una vasca poco profonda da cui poi seguono una serie di marmitte di erosione che formano diverse pozze; la più profonda di queste è chiamata ?il pozzo? ed è pertanto balneabile. La cascata può essere visitata in tutti i periodi dell?anno ma durante l?estate è considerata una valida alternativa al mare per il suo clima mite e la possibilità di rinfrescarsi. Durante l?inverno spesso la neve e le ?galaverne? di ghiaccio si posano lungo la discesa dell?acqua restituendo uno scenario molto suggestivo. E? possibile visitare la cascata anche di sera, grazie all?illuminazione notturna.
"Il Sasso spaccato e la cascata dell'Alferello presso Alfero (Verghereto, Prov. Forlì)" - Veggiani A. [1964] Natura e Montagna, Anno IV, Ser. 2, n. 2.
Avvertenze
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso � sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavit� adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si pu� avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.