Affioramento roccioso lungo il versante destro del rio di Sologno, dove si osserva la base del Flysch di Monte Caio fortemente deformata, in contatto tettonico con le Argille e Calcari di Canetolo e le Arenarie del Bratica.
Geografia
Superficie totale: 26.17 ettari.
Quota altimetrica minima 707.5m. s.l.m., quota altimetrica massima 910m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Affioramento roccioso lungo il fianco nord occidentale della dorsale che dal Monte della Stetta scende sino a formare il crinale su cui sorge il paese di Sologno, lungo la sponda destra dell'omonimo rio. Vi si osserva la base del Flysch di Monte Caio fortemente deformata, e su di essa, in contatto tettonico, le Argille e Calcari di Canetolo e le Arenarie di Ponte Bratica. Il contatto non ben visibile, ma si deduce dal netto cambio morfologico tra il fianco della dorsale e i versanti sottostanti, a pendenza decisamente inferiore e segnati da estese coltri di frana attiva per scivolamento.
L?alternanza ritmica di strati calcarei e marnosi e la loro grande continuit laterale testimoniano l?origine torbiditica di queste rocce, che sono denominate flysch da una terminologia dialettale svizzera (traducibile in ?terreno che scivola?), utilizzata per indicare i depositi torbiditici. Il Flysch di Monte Caio appartiene a un gruppo di successioni torbiditiche denominate flysch ad elmintoidi per la presenza, lungo alcune superfici di strato, di tracce fossili molto caratteristiche, chiamate Hemilthoindea labirinticha. Si tratta do piste di passaggio o di nutrizione create da organismi che vivevano sulla superficie del sedimento, fossilizzate poi nei sedimenti litificati. Nel caso di Hemilthoindea labirinticha, le tracce sono state prodotte secondo sistematiche traiettorie ricurve, dal serrato disegno labirintico, da cui il nome. Non essendo mai stato ritrovato alcun fossile identificabile come resto di animale che produceva queste tracce, si ritiene che si trattasse di un organismo privo di parti scheletriche, dal corpo molle tipo un verme, quindi con scarsissime probabilit di conservarsi come fossile.
Nel loro complesso, i flysch ad elmintoidi si depositarono tra il Cretaceo superiore e l?Eocene (90-45 milioni di anni fa) su fondali marini profondi quando ancora era in atto la chiusura dell?antico Oceano Ligure, da correnti di torbida che trasportavano in sospensione particelle calcaree e argillose.
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