Rilievo dalla tipica morfologia a cuesta, svettante tra le valli del Parma e del Cedra. Il versante sud espone uno spettacolare affioramento di flysch calcareo marnosi, dove si estende l'area tipo del Flysch di Monte Caio.
Geografia
Superficie totale: 304.71 ettari.
Quota altimetrica minima 602.6m. s.l.m., quota altimetrica massima 1567.4m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Rilievo dalla tipica morfologia a cuesta, svettante tra le valli del T. Parma e del T. Cedra.
Il versante sud espone uno spettacolare affioramento di flysch calcareo marnoso, dove si estende l'area tipo del Flysch di Monte Caio (CAO).
L'affioramento consente di apprezzare lo straordinario spessore di questi flysch, la regolare stratificazione e l'alternanza di strati a diversa litologia e con diversa resistenza all'erosione. Particolarmente spettacolare la presenza di strati a prevalente componente marnosa che possono superare i 15 metri di spessore.
La morfologia quella tipica dei rilievi monoclinali: rimarca, infatti, l'andamento della stratificazione, con il versante a franapoggio pi dolce impostato lungo le superfici di strato e quello a reggipoggio segnato da ripidi pendii lungo i quali affiorano le testate degli strati rocciosi. La cima del monte si presenta come massima elevazione di una lunga dorsale.
Oltre che nella localit tipo, il Flysch di Monte Caio mostra esemplari esposizioni lungo le valli dei torrenti Parma e Cedra, dove si osservano i suoi caratteri salienti: l'alternanza abbastanza regolare di marne grigio-azzurrognole e calcari marnosi grigio scuri, in strati spessi e molto spessi, a base arenitica fine laminata, intercalati da sottili livelli di argille nerastre e di arenarie fini micacee. Verso l?alto, nella successione si inseriscono in modo meno regolare potenti bancate marnose, caratterizzate da un intervallo basale arenitico fine, mentre verso il tetto si intercalano calcari biancastri in strati spessi e molto spessi e calcari marnosi grigi in strati medi. Questi ultimi possono essere segnati da una tipica alterazione: lungo le fratture si sviluppano di patine di ossidazione dal colore bruno arancio, che in sezione formano le figure tipiche della "pietra paesina". Complessivamente la formazione raggiunge una potenza di almeno 1600 m.
La sedimentazione avvenne in bacini marini profondi legati al paleo Oceano Ligure, con processi di tipo torbiditico, durante il Cretacico superiore, 80-65 milioni di anni fa circa (Campaniano sup.-Maastrichtiano).
L?alternanza ritmica di strati calcarei e marnosi e la loro grande continuit laterale testimoniano l?origine torbiditica di queste rocce, che sono denominate flysch da una terminologia dialettale svizzera (traducibile in ?terreno che scivola?), utilizzata per indicare i depositi torbiditici.
Il Flysch di Monte Caio (CAO) appartiene a un gruppo di successioni torbiditiche denominate "Flysch ad Elmintoidi" per la presenza, lungo alcune superfici di strato, di tracce fossili molto caratteristiche, chiamate Hemilthoindea labirinticha. Si tratta do piste di passaggio o di nutrizione create da organismi che vivevano sulla superficie del sedimento, fossilizzate poi nei sedimenti litificati. Nel caso di Hemilthoindea labirinticha, le tracce sono state prodotte secondo sistematiche traiettorie ricurve, dal serrato disegno labirintico, da cui il nome. Non essendo mai stato ritrovato alcun fossile identificabile come resto di animale che produceva queste tracce, si ritiene che si trattasse di un organismo privo di parti scheletriche, dal corpo molle tipo un verme, quindi con scarsissime probabilit di conservarsi come fossile.
Nel loro complesso, i Flysch ad Elmintoidi si depositarono tra il Cretaceo superiore e l?Eocene (90-45 milioni di anni fa) su fondali marini profondi quando ancora era in atto la chiusura dell?antico Oceano Ligure, da correnti di torbida che trasportavano in sospensione particelle calcaree e argillose.
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