Tra la testata di valle del rio di Monte Griffone e il corso del torrente Savena si sviluppa un affioramento di gessi messiniani che culmina nel poggiolo di Monte Donato. In quest'area si osservano i fronti di antiche cave, alcune morfologie carsiche, con grotte, inghiottitoi e risorgenti di interesse idrogeologico.
Dal punto di vista storico tutta l'area delle vecchie cave appare particolarmente significativa poich pare ormai accertato che la prima cinta muraria romana della citt di Bologna, che probabilmente risale alla fine del II secolo d.c., venne verosimilmente costruita con selenite proveniente da cave vicine alla citt, ossia quelle di Monte Donato.
Nelle cave inoltre furono rinvenuti nel corso del 1800 resti di legno gessificato, pesci fossili (tra gli strati marnosi) e cristalli di gesso secondari contenenti singolarissime inclusioni di ciottoli silicei, studiati dal Bombicci (1890) ed esposti al museo dell'Universit di Bologna a lui dedicato.
Le due depressioni doliniformi che si riconoscono nell'area, parzialmente modellate nelle rocce pre-evaporitiche, sono tra loro idrologicamente connesse, con una circolazione idrica che porta le acque della dolina superiore verso quella inferiore. In quest'ultima, nota come dolina Due Torri, si osserva una risorgente, localizzata nell'area sottostante il Palazzo Bertocchi, a cui fa capo un breve corso d'acqua, che dopo un percorso di quasi 300 m si getta nell'inghiottitoio centrale della dolina; a questo punto di assorbimento carsico principale fanno capo anche tutte le acque della rete scolante provenienti dalle circostanti aree coltivate. Il circuito sotterraneo di circolazione carsica prosegue verso valle ed certamente collegato al Savena, dove, all'altezza della Ponticella di San Lazzaro, si dovrebbe trovare la risorgente finale di questo sistema idrogeologico.
Nella zona nota una vecchia storia, secondo la quale in questa ultima dolina nella seconda met del 1800 sarebbe stato presente un lago, vuotatosi in una notte dopo una improvvisa apertura dell'inghiottitoio, con le acque che avrebbero invaso l'area su cui sorge il Cinema Bristol. L'episodio viene probabilmente accennato da Trebbi (1903) "Ma del regime di questo ruscello e di alcuni importanti fatti che vi si riferiscono verr a parlare in un mio prossimo e pi dettagliato lavoro".
Il geosito compreso all'interno di una pi ampia area dichiarata (D.G.R. 258/2016) di notevole interesse pubblico paesaggistico ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (art.136 del Decreto Legislativo n. 42/2004).